lunedì 21 novembre 2011

Colazione da Tiffany


Recensirò sia il film che il libro facendo qualche confronto; per questo motivo se non volete che vi riveli qualcosa che potrebbe guastarvi la futura lettura del libro, allora è meglio che non leggiate.


Preparate il vostro danese e il caffèlatte e immergetevi nel meraviglioso mondo di “Colazione da Tiffany”.
Chi di voi non ha amato l’adorabile Holly Golightly già dalle prime scene del film, quando la si vede camminare per le vetrine di Tiffany facendo colazione?
Cominciamo dall’inizio, ovvero dalla trama.

TRAMA DEL FILM :
Holly è una ragazza bella e dotata di grande eleganza, dal carattere che possiamo definire libertino; amante fedele della gioielleria “Tiffany & Co” dove è solita trovare il buonumore semplicemente dando un occhiata alle vetrine mentre fa colazione.
Conduce una vita mondana, sempre attorniata da una grande varietà di uomini tra i quali: Sally Tomato, il mafioso che lei va a trovare in carcere ogni giovedì sotto pagamento; O.J. Berman, l’agente di Hollywood; e poi ovviamente Paul Varjak , scrittore e vicino di casa con il quale intreccerà una storia d’amore.
La vicenda si struttura proprio su questo amore. Saranno proprio le loro personalità contrastanti ad unirli: lei gli donerà l’ispirazione che da anni l’aveva abbandonato e lui le donerà quella stabilità che non era mai riuscita a trovare.

Dopo aver visto il film, mi sono cimentata anche nella lettura del libro nato dalla penna di Truman Capote. Voglio riportare le differenze che più balzano agli occhi :
·         Holly è molto più trasgressiva e sfacciata ed è anche bisessuale
·         Joe Bell è il proprietario di un bar dove Holly e Paul vanno spesso ed è innamorato di lei; compare spesso nella storia mentre nel film non è citato
·         Non si parla dell’arredatrice che va a letto con Paul
·         L’attrice Mag  Wildwood per un periodo va a vivere assieme ad Holly mentre nel film la si vede solo per qualche minuto durante la festa organizzata a casa di Holly
·         Holly conosce già Rusty mentre nel film glielo fa conoscere Meg durante la festa sopra citata
·         Josè è stato prima fidanzato di Mag e successivamente quello di Holly mentre nel film glielo presenta Meg alla festa definendolo solo un amico
·         Holly resta incinta di Josè ma alla fine perde il figlio

L’ultima differenza, che ho deciso di non mettere in elenco, è quella che più differenza il libro dal film e si tratta proprio del finale.
Tutte ricordiamo la ricerca sotto la pioggia di Gatto seguita dal suo ritrovamento e dal bacio appassionato dei due protagonisti che fa intendere la fine del “transito”di lei (come lo chiama Holly nel libro).
 Il libro, invece, ci stupisce per il suo finale amaro; infatti Holly sale su quell’aereo. Il libro si apre con Joe Bell che dopo anni chiama Paul per dirgli di aver saputo finalmente, dopo tanti anni, qualche notizia di Holly.
Essendo una inguaribile romantica, il finale del film mi è piaciuto di più; ma se si riflette un pò di più è evidente che il finale del film è quello migliore perchè ci mostra che alla fine Holly non può essere addomesticata.
Girovagando sulla pagina Wikipedia del film mi sono soffermata su una frase:

-Holly è una giovanissima ragazza di grande fascino, spontaneità e bellezza che per vivere fa la prostituta d'alto bordo e chiama le sue prestazioni "fare la toletta-

Io credo che si sbaglino anche perché nel libro lei ammette di aver avuto solo 11 amanti dopo i 13 anni (Holly dice che quelli prima dei 13 non contano). Lo stesso scrittore dice: ”Holly Golightly non era esattamente una ragazza a chiamata – disse in un intervista a ‘Playboy’ nel 1968 -. Non aveva un lavoro ma accompagnava uomini nei migliori ristoranti e night club a patto che questi ricambiassero con regali, o assegni. Qualora gli uomini fossero stati di suo gradimento, non e’ escluso che lei potesse passare la notte con loro


Spero che la mia prima recensione sia stata esaustiva. Un bacione enorme a tutte!

“E, a un tratto, accadde. Mentre guardavo i colori sfumati dei capelli di Holly balenare alla luce rosso-gialla delle foglie, l'amai abbastanza da dimenticare me stesso […]”








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